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Favoloso - Blog Economico

12 feb 09 La ROWLING ancora in vetta alle classifiche con un appendice speciale alla saga di Harry Potter

di Marika Guido

 

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“Per sostenere il Children’s High Level Group, istituzione benefica da lei fondata a favore dei   bambini disagiati, nel dicembre 2007 J.K. Rowling ha messo all’asta da Sotheby’s una delle sette copie manoscritte e illustrate da lei stessa delle Fiabe di Beda il Bardo, il libro che viene lasciato da Albus Silente a Hermione Granger in Harry Potter e i Doni della Morte. La copia messa all’asta è stata acquistata per 1,95 milioni di sterline. Per rispondere alla grande richiesta dei fan di Harry Potter, l’autrice ha ora deciso di permettere la pubblicazione del libro e la sua traduzione in tutto il mondo; i proventi dei diritti verranno destinati anch’essi al children’s high level group.”

Così si esprime il sito della Feltrinelli sul testo, poichè una cosa è chiara: la Rowilng ancora una volta, a due mesi dalla pubblicazione, Le fiabe di Beda il Bardo, edito Salani, sbanca entrando in dieci giorni nella top ten della lettura per ragazzi e per qualche giorno, fa capolino al quinto posto anche in quella generale, superando persino il premio Strega 2008, La solitudine dei numeri primi, libro dell’ anno italiano (poiché a livello mondiale ha vinto ancora lei con i Doni della morte ) e giungendo sul podio.  Di  cosa parla questa sua nuova faitica? Cosa propone ai nostri ragazzi ancora di nuovo, rispetto ai suoi precedenti racconti sul maghetto più famoso del mondo, quelli stessi che sono additati come incuranti della cultura libraria, la cosiddetta generazione bit?  Un omaggio al compianto Silente, che prima di morire, lascia questo libro di racconti ad Hermione per aiutare HARRY POTTER a sconfiggere definitivamente Voldemort. Il testo si presenta come una raccolta di tante storie: “Il mago e il pentolone salterino”, o la più avventurosa, “Bara Raba e il ceppo gigante”, o la istrionica “La fonte della buona sorte”, un viaggio nella pura fantasia, che risulterà invece tanto reale per ogni piccolo lettore. L’incipit è geniale:  “Le fiabe di Beda il Bardo sono una raccolta di storie scritte  per giovani maghi e streghe…”, storie come le nostre, quelle dei piccoli babbani ai quali, al calar del sole le mamme e i papà di tutto il mondo raccontano le favole per farli addormentare. La nota singolare è la Prefazione della stessa autrice, parte integrante del racconto, che presenta il testo come una pubblicazione postuma di Albus Silente con una curatrice d’eccezione, la giovane amica di Harry,  Hermione, ormai adulta e professionista affermata. Insomma , il piccolo lettore, ancora una volta si ritrova catapultato, senza accorgersene, nel fantastico mondo di Harry Potter, come fosse lui stesso parte di questo mondo alternativo al nostro, e i personaggi veri, di carne, reali… Benedetta fantasia! La curatrice delle fiabe, Hermione adulta, ripropone le storie in una versione di traduzione aggiornata, la traduzione è tratta dalla lingua antica dei celti, le rune, che ormai nesssun mago moderno più parla, un po’ come il nostro latino! Persino a Hogwarts, antiche rune , è un corso facoltativo.  Curiosità: non può passare inosservato a questo proposito, che anche il papà de Il Signore degli anelli, G.R. Tolkien, usa le antiche rune, come lingua Hobbit, per codificare il loro alfabeto e tutte le carte geografiche in appendice al racconto, una vera e propria ricerca letteraria! Quindi la saga continua per gli appassionati grandi e piccini,  ma tutti  rigorosamente potteriani, che non si sono rassegnati alla chiusura dell’epopea magica, dopo ben sette libri.  Riferimenti chiari di tale raccolta di fiabe, all’interno della famosa saga è presente:  comincia dal sesto libro in poi, Il principe mezzosangue, ed è alla base della conclusione, alla fine del settimo e ultimo I doni della morte.  Il medesimo titolo è la sintesi di un racconto che chiude Le fiabe di Beda, “La storia dei tre fratelli” e tutto il significato recondito nonché la  comprensione dell’intero ciclo risiede ed e è racchiuso quasi gelosamente nella lettura di questa piccola narrazione. Leggendo a posteriori il piccolo testo si scoprono nuovi particolari su tutta la vicenda del giovane mago e si capiscono tanti, all’ apparenza, evidenti elementi-chiave del racconto e tutto fila liscio, meglio di prima e perfettamente.  La storia dei tre fratelli, passa dalla penna della Rowling, con maestria, come se fosse una nuova favola, inedita, ma l’autore geniale della fiaba è il famoso favolista A.C. Andersen, che novella le stesse vicende con nomi diversi. Per i bambini anglosassoni, sarà forse più familiare, non è così per quelle società latine, per le quali la Chiesa ha ripulito la fantasia esoterica della narrativa a vantaggio di fiabe più vicine alla sensibilità cristiana. Tuttavia la scelta della scrittrice inglese ha incontrato il favore dei tanti ragazzi che lo hanno acquistato, facendo schizzare in pochi giorni la pubblicazione ai primi posti della classifica. Una lettura adatta anche a quegli adulti che vogliono continuare a sognare, (compresi noi che scriviamo e che voracemente l’abbiamo mandato giù d’un fiato) e che vogliono riscoprire le radici di una mitologia scomparsa, quella dei celti appunto, alla base di grande parte della cultura anglosassone e dunque europea, tutta da recuperare.                                                       


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Reader's Comments

  1. |

    Articolo molto interessante. Ho comprato il libro la scorsa settimana e mi è piaciuto molto.
    A presto



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