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08 set 09 Tutto sulla Partita Iva

Dal punto di vista fiscale si definisce IVA (Imposta sul valore aggiunto disciplinata dal DPR 633/72) l’imposta che si applica sulle cessioni di beni, e sulle prestazioni di servizi, eseguite in Italia, da tutti i titolari di Partita IVA, e che di “fatto” paga il consumatore, in percentuale del 20% del bene servizio acquistato.
Quella del 20% è l’aliquota generica, quella più diffusa su beni e servizi. Tuttavia la legge prevede anche delle aliquote pari al 4% (ad esempio sper tampa e attività di legatoria di giornali, libri e periodici o il Canone abbonamento) e altre ancora del 10%. ( per medicinali, acqua birra, spettacoli teatrali) Per i titolari di partita IVA, l’IVA è “neutra”, cioè non è né un costo né un ricavo in quanto essi compensano l’IVA che devono al fisco, con l’IVA che hanno pagato ai loro fornitori nell’acquistare beni o servizi.

Per aprire una partita Iva è necessario recarsi presso l’ufficio Iva o l’Ufficio delle entrate di competenza (in base al proprio domicilio fiscale) compilare e presentare una dichiarazione entro 30 giorni dall’inizio dell’attività o della costituzione della società, per far questo si utilizza:
- il modello AA9/7 (di colore rosso) se si decide di intraprendere l’attività in forma di ditta individuale
- il modello AA7/7 (di colore marrone) se si decide di intraprendere l’attività in forma societaria. In questi modelli, che vengono distribuiti presso l’Ufficio, sono richiesti dati anagrafici e dati relativi all’attività da esercitare. Cliccando qui potrete comunque scaricare i fac simili di l modelli e relative guide allacompilazione

Il lavoratore può optare tra diversi regimi contabili dal più semplice (forfettario, adatto a chi inizia un’attività e presume un volume d’affari molto basso) al più complesso (contabilità ordinaria) e deve essere assistito nella gestione della contabilità da un consulente per le incombenze richieste dalla legge.

I lavoratori con questo tipo di contratto, eccetto i liberi professionisti iscritti agli Albi professionali,  devono iscriversi alla Gestione Separata Inps e versare ogni mese un contributo pari al 23,50% e devono anche essere assicurati all’ Inail. L’iscrizione alla Gestione Separata da diritto ad alcune prestazioni erogate dall’Inps come:
- indennità di maternità
- indennità di malattia solo in caso di ricovero ospedaliero
- assegno per il nucleo familiare

Ti Conviene Aprirla?

Lo Stato Italiano prevede che solo i professionisti iscritti agli albi (commercialisti, avvocati, notai etc.) siano obbligati ad aprire la partita Iva: per tutti gli altri dovrebbe trattarsi di una scelta legata alla convenienza e alla voglia di mettersi in proprio .

Capita però sempre più spesso che siano gli stessi datori di lavoro a richiedere l’apertura della partita Iva e la formalizzazione del lavoro sotto forma di consulenza privata.
In questi casi specie se si è al primo lavoro il miraggio di un impiego e la possibilità concreta di iniziare a guadagnare inducono a scelte a volte precipitose se non addirittura sprovvedute.
Attenti dunque; tutte le volte che vi verrà richiesto di aprire un partita Iva sappiate che state per sobbarcarvi un onere non da poco e che soprattutto potrebbe non convenirvi affatto rispetto a differenti forme di contratto di collaborazione con cui potreste essere formalizzati.

Sappiate da subito infatti che essere possessori di Partita Iva fa lievitare notevolmente i costi fiscali rispetto allo status di collaboratori occasionali o di collaborati a contratto coordinato e continuativo.
Un possessore di partita Iva ad esempio ha l’obbligo: 1) di pagare i 2/3 del lordo di previdenza anziché 1/3 come è previsto per i cosiddetti cococo (contratti di collaborazione coordinata e continuativa); 2) di pagare per intero l’Irap (imposta regionale sulle attività produttive) altrimenti a carico del committente; 3) di affidarsi necessariamente ad un commercialista per la gestione della contabilità.

Non ha senso dunque aprire la Partita Iva se non ci sono guadagni tali da giustificare i costi da sostenere.

Il discorso cambia per quanti svolgono un’attività professionale abituale, con continuità, e nella cura della promozione di nuovi clienti.
In quel caso la Partita Iva Ia sarà molto utile per avere uno status di vero e proprio consulente, per poter trattare con più clienti contemporaneamente, per potervi scaricare tute le spese di iva collegate all’esercizio del vostro lavoro.

Ma anche in questo caso fate attenzione ad esempio a svincolarvi da altre forme di contratto che come clausola vi obbligano ad un rapporto di esclusività e dunque vi impongono di non aprire o eventualmente ce l’aveste già di chiudere la partita iva.

Obblighi per chi la apre

Gli adempimenti relativi alle operazioni in regime IVA si possono riassumere in: – Emissione di FatturaRegistrazione, – Detrazione, – Liquidazione, versamento e dichiarazione periodica dell’IVADichiarazione annuale dell’IVA con il Modello UNICO o Separata 

Emissione di Fattura
 
Generalmente, per ogni operazione soggetta ad IVA, si deve emettere la fattura. Solo per alcune attività, ad esempio per i commercianti al minuto o per particolari operazioni elencate dalla legge è prevista l’emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale. La fattura viene emessa in due esemplari, uno dei quali è consegnato al cliente, e come potete vedere scaricando il fac simile che deve contenere: – la partita IVA e il codice fiscale di chi emette la fattura – la data di emissione e il numero progressivo della fattura – la ditta, la denominazione o la ragione sociale di chi emette la fattura e del cliente
- la residenza o il domicilio dell’emittente e del cliente – la natura, la quantità e la qualità dei beni, ognuno con la sua aliquota – i corrispettivi – l’aliquota IVA applicata – l’ammontare dell’IVA distinta per aliquota

Registrazione
Tutti i contribuenti Iva devono annotare tutte le fatture emesse, i corrispettivi, le fatture ricevute e le bolle doganali su appositi registri cioè il registro delle fatture emesse, il registro dei corrispettivi e il registro delle fatture di acquisto. Tutti questi registri prima di essere utilizzati devono essere numerati e bollati, cioè vidimati,: Ufficio IVA, o l’Ufficio Registro, o la Camera commercio, notaio. Al posto dei tre registri può essere tenuto un unico registro vidimato, ma anche in questo caso vanno tenuti i tre singoli registri non vidimati.

Detrazione
Tutti i titolari di partita Iva posso portare in detrazione l’Iva pagata sulle operazioni soggette ad imposta, sulle operazioni non imponibili e su alcune operazioni escluse, può essere portata in detrazione. Non è invece detraibile l’IVA relativa ad acquisti di beni e servizi che riguardano operazioni esenti o che riguardano particolari beni come auto a meno che l’auto non sia l’oggetto dell’attività d’impresa come nel caso di un concessionario, o non sia indispensabile all’attività come nel caso di un tassista, beni di lusso come pellicce, tappeti e spumanti, alimenti, bevande e prestazioni alberghiere; è detraibile al 50% l’IVA relativa ai cellulari 

La liquidazione, il versamento e la dichiarazione periodica dell’IVA
 
La liquidazione dell’IVA è il calcolo della differenza tra l’Iva da pagare sulle vendite di beni e servizi e l’Iva ammessa in detrazione relativa agli acquisti di beni e servizi, il tutto calcolato sulle operazioni effettuate nel mese o nel trimestre precedente a seconda che l’obbligo della liquidazione sia mensile o trimestrale. Il calcolo avviene in questo modo: Le scadenze delle liquidazioni possono essere mensili o trimestrali. Quelle mensili devono avvenire entro il giorno 15 del mese successivo a quello di riferimento (ad esempio per gennaio la liquidazione andrà effettuata entro il 15 febbraio). Le liquidazioni trimestrali entro il giorno 15 del mese successivo a quello di riferimento (ad esempio per la liquidazione relativa al periodo gennaio/marzo, il termine è il giorno 15 maggio). La liquidazione, di norma, deve avvenire mensilmente, tuttavia alcuni contribuenti, i cosiddetti “contribuenti minori”, possono scegliere la liquidazione trimestrale, pagando in questo caso un interesse dell’1,5% sull’IVA da versare. Sono contribuenti minori le imprese che esercitano attività di servizi e gli artisti e i professionisti con un volume fino a 180 mila euro circa e le altre imprese con un volume d’affari nell’anno precedente fino a un miliardo di lire. Oltre alla liquidazione periodica, tutti i contribuenti devono presentare anche delle dichiarazioni periodiche che riassumono i dati relativi alla liquidazione dell’IVA. I contribuenti tenuti alla liquidazione mensile entro il mese successivo a quello di riferimento (ad esempio un contribuente tenuto alla liquidazione IVA del mese di marzo entro il 15 aprile, dovrà presentare la dichiarazione periodica entro il 30 aprile). I contribuenti tenuti alla liquidazione trimestrale entro il secondo mese successivo al mese di riferimento (se ad esempio il termine per il versamento dell’IVA relativa al primo trimestre è il 16 maggio, la dichiarazione deve essere presentata entro il 31 maggio). Sono esclusi dalle dichiarazioni periodiche le imprese individuali e i professionisti con un volume d’affari fino a L.50 milioni. In questo caso sono solo tenuti alla liquidazione e versamento dell’IVA dovuta. 

Dichiarazione Unificata
 Tutti i soggetti IVA presentano ogni anno il Modello UNICO unificato, cioè una dichiarazione unica che comprende la dichiarazione dei redditi, la dichiarazione IVA e la dichiarazione (Modello 770) dei sostituti di imposta (datori di lavoro che effettuano trattenute). I contribuenti che hanno effettuato ritenute alla fonte nei confronti di più di 20 persone devono escludere il modello 770 dalla dichiarazione unificata. I contribuenti che non hanno effettuato operazioni IVA, ad esempio nel caso di una partita Iva aperta ma inattiva, devono compilare anche la sezione relativa all’Iva del modello UNICO. 

Dichiarazione Separata
 
I soggetti IVA, il cui periodo d’imposta non chiude il 31 dicembre, (le società di capitali e gli enti soggetti ad IRPEG), ma in un’altra data, non possono presentare la dichiarazione unificata e devono invece presentare una dichiarazione IVA separata. Questi contribuenti non tenuti alla dichiarazione unificata, devono presentare entro il 31 maggio la dichiarazione IVA relativa all’anno precedente. La dichiarazione annuale è una sorta di riepilogo delle operazioni IVA dell’anno precedente, per le quali è già avvenuta periodicamente (ogni mese o ogni tre mesi) la liquidazione e il versamento. Sono esonerati dalla dichiarazione annuale IVA alcune categorie di contribuenti come: o gli agricoltori in regime di esonero o i soggetti che hanno effettuato solo operazioni esenti, come ad esempio i medici o associazioni sportive dilettantistiche e associazioni senza fine di lucro
 
Versamenti 
I versamenti che siamo tenuti ad effettuare in base alle liquidazioni periodiche, all’acconto e alla dichiarazione annuale vanno eseguiti utilizzando il modello F24, che è disponibile presso qualunque banca o ufficio postale assieme alla guida per la sua compilazione Se il nostro debito IVA, risultante dalla liquidazione, (non deve trattarsi del debito della dichiarazione annuale), non supera L.50.000, non dobbiamo pagarlo, lo riporteremo nelle liquidazioni successive. Il saldo annuale dell’IVA va versato in unica soluzione entro il 15 marzo di ciascun anno. Puoi scaricare direttamente da qui il modello per i versamenti e la guida alla compilazione.

Operazioni soggette a partita Iva

Le operazioni soggette ad IVA si dividono in:

Operazioni Imponibili
, cioè operazioni su cui si applica l’IVA in aliquota variabile (4%, 10%, e 20%).

Operazioni Non imponibili
, su cui non si calcola l’Iva ma che sono comunque soggette agli altri obblighi formali.

Si tratta generalmente di:
 - Cessioni intracomunitarie e Esportazioni , cioè cessioni verso paesi non appartenenti alla Comunità Europea
- Operazioni assimilate all’esportazione come la vendita di navi destinate ad attività commerciali e di pesca
- Servizi internazionali, come i trasporti di persone eseguiti parte in Italia e parte all’estero o i trasporti di beni per l’esportazione.

Operazioni Esenti, elencate dalla legge, su cui non si applica alcuna aliquota IVA, ma sono soggette generalmente agli altri obblighi formali e sulle quali non si può portare in detrazione l’imposta sugli acquisti.questa categoria ad esempio:

- gli affitti di fabbricati, terreni
- le operazioni relative alle azioni e alle obbligazioni
- le operazioni di assicurazione
- le scommesse, il lotto e le altre lotterie nazionali
- il trasporto urbano delle persone

Partita Iva per prestazione d’opera (o consulenza professionale)

Si può parlare di prestazioni d’opera (chiamate anche consulenze professionali) quando una persona, dietro corrispettivo, si impegna a compiere un’opera o un servizio prevalentemente attraverso il proprio lavoro e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente.
Dopo l’approvazione del decreto attuativo della legge 30/2003, (cosiddetta Legge Biagi) i prestatori d’opera devono necessariamente essere in possesso di partita Iva individuale. Prima dell’approvazione del decreto attuativo spesso vi era una sovrapposizione tra collaborazioni coordinate e continuative e prestazioni d’opera.
Nel settore privato, invece, è possibile instaurare un contratto di prestazione d’opera senza partita Iva solo se la modalità di lavoro è riconducibile al contratto a progetto. Nel settore pubblico, e per alcune categorie di lavoratori (pensionati di vecchiaia, professionisti, sportivi), non è prevista la partiva Iva soltanto per i contratti di collaborazione coordinata e continuativa.

Non esistono contratti, accordi o normative nazionali che disciplinano la prestazione d’opera, fatti salvi i riferimenti generali del codice civile in materia. Quindi i singoli lavoratori risentono della dispartità del rapporto di forza con il committente.

Le consulenze professionali, dal punto di vista normativo, sono definite prestazioni d’opera e fanno riferimento agli articoli dal 2222 al 2228 del codice civile e, se si tratta di prestazioni d’opera intellettuali, agli articoli 2229-2230 e seguenti sempre del codice civile.

Una volta definita la prestazione d’opera o la consulenza, sebbene non sia obbligatoria la forma scritta, generalmente si procede alla compilazione di un “Ordine di lavoro o contratto di prestazione d’opera” scritto e firmato dalle parti.
Questo documento, poiché è l’unico oggetto di riferimento in un eventuale contenzioso, è bene che comprenda la descrizione sufficientemente dettagliata dell’opera o del servizio richiesti; i tempi di consegna da parte del committente dei materiali necessari alla progettazione e/o realizzazione; i tempi di consegna del lavoratore; il prezzo pattuito; i tempi di pagamento; la data e le modalità di recesso.
In caso di tardivo o mancato pagamento è possibile per il lavoratore il ricorso alle vie legali che seguono la procedura di una normale causa civile, con quel che ne consegue in costi e tempi. Perciò è bene che l’ordine di lavoro preveda una penale per il ritardato pagamento

Fonte: Informagiovani


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Reader's Comments

  1. |

    Per aprire un sito che vende prodotti digitali, come ebooks, è necessaria la P.IVA?

    Grazie.

  2. |

    Se i tuoi clienti ti chiedono una fattura, tu che fai?
    Noi la consigliamo. Il regime dei contribuenti minimi permette di aprire una partita iva agevolata e senza oneri. Informati bene… Un saluto

  3. |

    salve a voi.Avrei una domanda.
    Attualmente sono operatrice reiki di primo livello.
    Giustamente per poter operare apertamente dovrei aprire una partita iva sezione Servizi alla persona.
    potrei avre delle info riguardante questo genere di p.i.?
    certo è che non presumo inizialmente una grande richiesta ..ma con la visibilità datami dalla p.i. avrei certamente più serietà e visibilità.
    Nel frattempo ringrazio chi risponderà alla mia curiosotà.
    Melissa

  4. |

    buongiorno lavoro come impiegata in una cooperativa sociale e una delle nostra badante ha a perto la partita iva, iscrizione all’INPS e dovrebbe versarsi i contributi ma come devo farli la fattura e che aliquota devo applicare o la ritenuta d’acconto.
    grazie

  5. |

    Salvo, sono un insegnante, interprete, traduttrice, vorrei aprire una partita iva, conviene per me?

    Anche se non penso di guadagnare molto?
    O minimo devo guadagnare una certa cifra, anche per eventuali scarichi di IVA?

  6. |

    vorrei lavorare a domicilio…occorre una p.i?penso che sarà una piccola attivita di rivendita..lo si puo fare?

  7. |

    Direi di si anche perchè se clienti vogliono fattura tu cosa rispondi? Contralla la PI per i contribuenti minimi che è molto vantaggiosa

  8. |

    realizzo piccoli lavori artigianali che mi capita di vendere ad amici e on line. posso farlo senza partita IVA?

  9. |

    Per il lavoro realmente occasionale non serve. Puoi anche optare per la ritenuta di acconto senza partita iva.

  10. |

    sono vice presidente di un centro anziani che ha come unico sostentamento il contributo comunale.per poter avere altri contributi mediante prestazioni di animazione in centri sociali ci è stata chiesta la partita iva.quanto ci costa farla?

  11. |

    Può optare per il regime dei contribuenti minimi. E’ pressochè gratuito ma occorre soddisfare alcuni requisiti. http://www.lavorointernet.org/regime-fiscale-dei-contribuenti-minimi

  12. |

    Salve,
    Vorrei aprire una piccola attività di rivendita di mangime per animali di vario tipo…
    Avendo solo 20 anni ed abitando ancora con i miei, l’aprire una partita IVA influirà in qualche modo dal punto di vista fiscale con i miei?
    E se si, quanto pressappoco?
    Sono obbligato ad aprirla?

  13. |

    Se sei a carico loro probabilmente influirà se sono dipendenti pubblici. Inoltre tu avrai una dichiarazione dei redditi separata dalla loro se la piccola impresa sarà intestata a te

  14. |

    Salve,
    Volevo chiedervi se avendo un contratto a progetto conviene aprirsi la partita iva visto che i contributi che mi versa la mia società sono minimi.

  15. |

    A conti fatti si se si apre la partita iva come contribuente minimo visto che è pressochè gratuita. Qui altre info http://www.lavorointernet.org/regime-fiscale-dei-contribuenti-minimi

  16. |

    buon giorno, dovrei lavorare per una ditta alla quale verranno forniti 35 mila euro l’anno per un dipendente in più. Pertanto la ditta con 35000€ dovrà darmi uno stipendio di 14 mesilità e pagarmi i contributi. Se dovessero assumermi con contratto indetterminato non prenderei piu di 1300 1400 euro netti. L’altra opzione sarebbe di aprire una partita IVA. Quindi guadagnerei 35 mila + IVA ma mi chiedo quanto riuscirei in fine a mettere da parte? Lei quale scelta farebbe se fosse al mio posto?

    La ringrazio per il suo tempo

  17. |

    in genere deve togliere alla cifra totale circa il 20%. In ogni caso io opterei per il contratto a tempo indeterminato visto che verrebbero pagati anche i contributi ma è solo un mio parere personale. Dovrebbe Chiedere ad un commercialista per maggiori ragguagli. Un saluto :)

  18. |

    Buongiorno a voi, vorrei aprire una compagnia teatrale amatoriale, vorrei sapere se devo per forza aprire la partita Iva.
    Grazie per la risposta :D

  19. |

    La partita Iva si apre quando vi è la certezza dei guadagni altrimenti è inutile. Può pensare di aprirla quando inizierà a guadagnare.

  20. |

    Salve,
    dovendo andare all’estero a fare una consulenza di durata limitata nel tempo, puo’ rendersi necessaria la partita iva ?
    Finora sono sempre stato lavoratore dipendente e ancora devo definire come avverrebbero i pagamenti da parte del committente.
    Saluti

  21. |

    Dubito ma passo la parola a qualcuno più preparato…

  22. |

    salve avrei una domanda, oggi ho fatto un colloquio per un’agenzia immobiliare mi hanno detto ke lavorando per loro dovrei aprire la partita iva ma mi conviene?

  23. |

    In quanto dipendente strutturato dovrebbero offrire un contratto che non necessita di partita iva. la partita iva di solito serve a chi collabora in modo saltuario e che esercita la libera professione.

  24. |

    Buongiorno, quando una partita Iva si definisce inattiva?

  25. |

    salve, volevo tanto iniziare una micro ativita de torte decorate, devo aprire una partita iva? chiedo perche volevo tanto e mi aiuterebbe tanto nella comprere di materiale, e prodotti, grazie mille

  26. |

    Mio padre vorrebbe aprire un’attività di pesca in mare, avrei bisogno di sapere se gli acquisti inerenti a quest’attività potranno essere in esenzione di IVA oppure sarà regolarmente esposta in fattura. Grazie

  27. |

    Quando è stata aperta ma non è movimentata cioè non si fanno fatture da lungo tempo….

  28. |

    Per aprire la partita iva bisogna già avere un guadagno altrimenti si apre a vuoto. Nel momento in cui inizierai a guadagnare in modo continuativo allora potrai aprirla.

  29. |

    Salve, sono un pensionato residente in Italia, a cui una ditta svizzera ha chiesto di svolgere per lei consulenze saltuarie il cui valore ammonterebbe a poche migliaia di € annui. Sarebbe necessario aprire la Partita IVA, o anche se il datore di lavoro è in Svizzera si può chiedere il pagamento con ritenuta alla fonte, cioè come lavoro saltuario ed occasionale?
    Grazie per una risposta.

  30. |

    Ho aperto e mai usata, la partita iva una decina di anni fa. Che rischi corro ? Meglio chiuderla ? Grazie

  31. |

    se io ho la p.iva,compro la roba da italia e lo voglio vendere in romania…devo pagare p.iva qua,poi quando la vendo al cliente rumeno lo rimetto ancora?

  32. |

    salve

    ho una domanda ho aperto mia partita iva nel aprile 2010 e da allora ho fatto tutto quello che richiede la legge anche se nel 2010 , non ho lavorato e per motivi di saluti ho dichiarato comunque ,quest’anno invece ho fatturato e ho dichiarato e fatto il unico per liberi professionisti ; questi giorni per curiosita nel sito della agenzia delle entrate ho inserito mia partita iva , e il risultato che è (inavalida ) cosa devo fare? la partita iva ha una scadenza?.

  33. |

    Nel 1998 ho aperto una partita iva (produzione di ortaggi x un milione di lire /anno ),con l’unico scopo di poter
    acquistare un piccolo trattore per lavorare il terreno.Ho prodotto ortaggi per la famiglia
    ma non ho mai venduto niente.Dovevo pagare
    qualche contributo?

    grazie e saluti lenagi

  34. |

    Salve, io sono una fisioterapista neo laureata. Avrei bisogno di aprire la partita iva , ma all’inizio è difficile crearsi un giro di clienti, e io ho ipotizzato su per giù un guadagno di 100/200€ a sett. Mi conviene aprire la partita iva?
    Sommariamente, se fatturassi quella cifra, a quanto ammonterebbero le mie entrate e uscite considerando la possibilità di scaricare spese di benzina o quant’altro?
    cordiali saluti

  35. |

    ciao volevo sapere se ho un negozio qui quindi partita iva iscritto regolarmente alla camera di commercio posso lavorare in svizzera come operaio? o devo chiudere la partita iva?

  36. |

    Ma se apro una partita IVA per effettuare prestazioni private, per esempio prestazioni di assistenza medico-sanitaria, con la stessa partita IVA posso anche aprire un negozio o svolgere attività commerciali o comunque non inerenti a quelle sanitarie?

  37. |

    Salve, sono un artista e come tale faccio sia prestazioni private per committenti che autoproduzione propria da pubblicizzare e promuovere come quadri e sculture. Il guadagno all’anno non è tanto, però sarebbe necessario aprire una partita iva per stare in regola dal punto di vista fiscale se un domani vorrei aprire un sito web, pubblicità attraverso biglietti da visita, vetrine on line, mostre ed esposizioni in gallerie? Premetto che non riesco a stimare un preciso guadagno annuale anche se cmq risulta molto minimo. Che faccio? Mi conviene aderire al regime dei contribuenti minimi? E se si la mia posizione di artista alla Camera di Commercio a quale categoria di settore risulta?

  38. |

    Salve, lavoro come operaia nel settore artigianale.
    Vorrei vendere biojoux e lavori decoupage nei negozi e quindi dovrei aprire partita iva,Giusta? e’ possibile con un lavoro gia’ dipendente? posso avere sconti sui pagamenti di contributi?

  39. |

    Salve mi chiamo Francesca
    Vorrei sapere cosa devo fare x chiudere la partita iva.
    e aperta da solo un anno, lavoravo presso un azienda come agente promotorio, non o fatturato quasi niente, un guadagno meno del minimo
    x chiuderla vorrei sapere come fare e a cosa vado incontro.
    la ringrazio anticipatamente
    saluti Francesca.

  40. |

    Vorrei sapere ancora, se non la chiudo visto che non lavoro piu’ x quell’azienda e ora sono disoccupata, a cosa vado incontro?
    Vivo sola, senza un reddito, o in mano un ISE
    mi dica tutto gentilmente
    grazie saluti

  41. |

    salve per aprire e mantenere la partita iva bastano 1400 al mese



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